Vi è capitato di dover comprare un’automobile nuova ultimamente?
No? Allora siete stati fortunati.
Sì? “Poveri” voi!
Acquistare un’autovettura nuova è diventata infatti un’impresa
: attese infinite (sei mesi in media), listini maggiorati e accessori introvabili a causa della mancanza di semiconduttori per i microchip. Per questo oggi sempre più persone si rivolgono al mercato delle auto usate, meglio se recenti o con pochi chilometri. Ma anche sceglierne una di seconda mano può essere molto costoso. Il mercato delle vetture usate, infatti, ha subìto un rialzo notevole, aumentando i costi e riducendo al contempo la disponibilità delle automobili, soprattutto per la domanda elevata.

Cosa sta succedendo?

Diamo un’occhiata ai dati forniti dal Sole24Ore. A venirci in aiuto sono i numeri dell’indice Agpi, un indice che misura i prezzi delle auto usate in vendita su AutoScout24 e considera i veicoli di seconda mano messi in vetrina con un annuncio da meno di 18 settimane e con un valore inferiore a 250mila euro. Le analisi indicano che nell’ultimo anno gli aumenti hanno superato il 20% e in tre anni il costo medio di un’auto usata è cresciuto addirittura del 33%.

E i concessionari?

Lo spostamento della domanda del mercato dalle auto nuove a quelle usate cambia di conseguenza anche il panorama delle concessionarie. Come sottolineato dall’indagine realizzata dal centro studi Fleet&Mobility, lo stock medio di autovetture usate presso il venditore ha subìto, nel corso dei dieci anni analizzati (dal 2012 al 2021), forti oscillazioni, che lo hanno portato a raggiungere un picco massimo di 89 unità nel 2017 e un picco minimo di 50 nel 2021. Un altro dato interessante arriva dal tempo di permanenza. Dal 2012 al 2014 lo stock di vetture usate restava mediamente in magazzino per 84 giorni. Tra il 2015 e il 2020, invece, i giorni sono diventati soltanto 73 (2,3 mesi). Nel 2021, per lo stesso motivo analizzato sopra, si sono ulteriormente ridotti a 59. Insomma, se all’inizio del periodo il magazzino ruotava 4,4 volte all’anno, nell’ultimo anno la velocità è aumentata a 6,2 volte.

Le abitudini di acquisto

Questo scenario appena descritto non può far altro che cambiare anche le abitudini di acquisto. Se nel 2010 gli italiani che acquistavano un’auto usata concentravano la scelta su vetture relativamente recenti (solo una su quattro aveva più di dieci anni, con un totale complessivo di circa 600mila passaggi di proprietà), nel 2021, in un mercato dell’usato diventato più grande del 10% rispetto al 2010, la metà dei passaggi ha riguardato vetture immatricolate oltre dieci anni prima, per il totale di quasi 1,4 milioni di veicoli.
Questo è stato reso possibile da una maggiore attenzione alla manutenzione, per contro, però, ciò comporta un significativo allontanamento dalle auto nuove o seminuove. Se nel 2010, escludendo i noleggi, su 100 auto acquistate 39 erano nuove, 47 usate fino a dieci anni e solo 14 erano più vecchie di un decennio, nel 2021 si è passati a 28 nuove, 37 fino a dieci anni e 35 più vecchie. Un trend, insomma, in continua crescita.